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Calvizie Alopecia Androgenetica Uomo

La Calvizie comune, detta anche alopecia androgenetica, è la più frequente delle alopecie e può colpire sia gli uomini che le donne. Nonostante la calvizie non comporti di fatto alcun rischio per la salute, non è raro che i suoi effetti possano essere fonte di disagio, nel caso in cui siano vissuti come un danno per il proprio aspetto.

Chiamata anche alopecia androgenetica, questa è un processo di calvizie cronico, con cause genetiche e ormonali, caratterizzata dalla depigmentazione e miniaturizzazione, fino alla totale atrofia, dei follicoli piliferi (aree frontoparietali, vertice, vertex).

Sfortunatamente, una cura definitiva non è ancora stata individuata, tuttavia delle terapie attente e mirate possono ridurne sensibilmente i sintomi della calvizie e posticipare in maniera significativa in momento in cui la caduta dei capelli sarà definitiva.

Cos’è la calvizie

Con il termine calvizie, solitamente si intende una particolare forma di alopecia detta alopecia androgenetica. Sebbene le cause del disturbo non siano ancora state compiutamente individuate, è ormai acclarato che nella comparsa dei diradamenti, un ruolo fondamentale è rivestito dagli ormoni androgenetici, responsabili di alterare la normale attività dei follicoli piliferi.

In particolare, è stato osservato che alcuni follicoli piliferi geneticamente predisposti rispondono all’azione ormonale innescando un processo di miniaturizzazione del capello, che tende ad apparire sempre più sottile e depigmentato, fino a sparire del tutto.

Come detto, l’alopecia androgenetica colpisce solo i follicoli piliferi geneticamente predisposti, che spesso sono presenti in gran numero nelle aree frontali e apicali del cuoio capelluto, il che spiega come mai molte persone manifestino diradamenti rilevanti proprio in quelle zone, mentre altrove conservino una capigliatura sostanzialmente normale.

I sintomi

Generalmente il primo campanello d’allarme, che avverte di un’incombente calvizie, è la miniaturizzazione dei capelli. A partire dall’area fronto-temporale, i capelli tendono a diventare sempre più sottili e fragili, dando luogo ai primi diradamenti, che successivamente si estendono verso il vertice della testa.

Per classificare analiticamente gli stadi della calvizie, negli anni ’50 James Hamilton selezionò le 5 fasi dell’alopecia androgenetica, basandosi sulle tappe della retrocessione fronto-parietale. Venticinque anni più tardi, la scala di Hamilton fu perfezionata da O’Tar Norwood, il quale aggiunse altri due stadi.

 

I sette stadi della scala di Hamilton

La scala di Hamilton individua sette stadi e tipologie di avanzamento della calvizie maschile:

Stadi calvizie Descrizione
Lieve stempiatura Lieve avanzamento della stempiatura
Diradamento capelli moderato Moderato diradamento dei capelli alle tempie.
diradamento capelli significativo Diradamento significativo frontale dei capelli.
Rappresenta la prima fase di calvizie che richiede un trattamento.
diradamento capelli frontale Diradamento significativo frontale dei capelli associato alla loro perdita nella regione del vertice.
diradamento zona fronto parietale Ulteriore diradamento dalla zona fronto-parietale.
progressiva perdita dei capelli Progressivo diradamento e perdita dei capelli.
alopecia grave Calvizie grave.
ALOPECIA IPPOCRATICA La forma più grave di calvizie (ALOPECIA IPPOCRATICA).
Rimangono pochissimi capelli nella zona temporale-occipitale

In realtà, ad un osservatore attento spesso non sfugge come le aree apparentemente glabre siano spesso coperte da una leggera peluria, che testimonia come una residua attività dei follicoli sia ancora presente, un dato quest’ultimo che può essere di fondamentale importanza per il successo di eventuali terapie anti-caduta.

Come curare la calvizie

Come già anticipato, alcune terapie farmacologiche hanno dato otitmi risultati, dimostrandosi capaci di arrestare e nei casi migliori anche invertire, il processo di miniaturizzazione dei capelli e della calvizie. Ovviamente nei casi in cui i follicoli risultino essere ancora vitali, mentre una volta che questi abbiano cessato del tutto la propria attività, l’unica soluzione percorribile è quella dell’autotrapianto di capelli.

Per quanto riguarda le terapie farmacologiche, tra i prodotti più utilizzati troviamo la Finasteride e il Minoxidill. Nel primo caso, si tratta di un medicinale da assumere per via orale, capace di ridurre i livelli di diidrotestosterone, l’ormone ritenuto responsabile delle alterazioni dell’attività follicolare, mentre nel secondo caso, la terapia consiste nell’applicazione sulle zone interessate dai diradamenti di una lozione contenente una percentuale di principio attivo solitamente compresa tra il 2 e il 5%.

In ogni caso, affinché la terapia anti calvizie abbia successo è di fondamentale importanza che essa venga effettuata sotto lo stretto controllo e seguendo attentamente le indicazioni del proprio medico.

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La calvizie o Alopecia androgenetica
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